Storie che riconnettono – condivisione di cosa è successo e cosa emerge – gratitudine e orizzonti

Questo che segue è un racconto di cosa è successo e cosa emerge dal mio lavoro:

è  un segno di gratitudine per tutte le persone che hanno permesso e permetteranno la creazione di spazi di ascolto, profondità, consapevolezza e connessione,

è un lancio di semi per possibilità di incontrarci, progettare insieme, condividere pratiche e sogni per il Futuro.


Dall’inizio del lockdown di marzo, offro online uno spazio di Storie che Riconnettono:

storie che ci riportano a casa nel nostro corpo, storie che ci riconnettono tra di noi, con il Mondo e con la Vita, storie narrate con voce, suono, immagine, scrittura, segno grafico e movimento. 
Sono interessata a continuare l’esplorazione che cerca le corrispondenze tra diversi linguaggi: immagini, narrazione, movimento, poesia. Così come sono interessata alla dimensione di conoscenza e di consapevolezza – di noi stesse/i e della realtà sociale – che questi linguaggi facilitano.

La prima edizione di “Storie che riconnettono” era una sperimentazione online, in cui persone da diverse parte di Italia hanno immaginato, raccontato e condiviso insieme, soprattutto attraverso immagini e parole. La prima edizione si è conclusa con l’immagine di una Cicogna con un uovo dei desideri. Il desiderio che il gruppo aveva espresso era: “continuare a raccontare”. E così è stato. Le partecipanti hanno apprezzato: “La magia della parola, del racconto che unisce, che annulla le distanze, anche tra chi non si conosce”; “La forza dei racconti che ti fanno ritrovare in un attimo…. dove tutto è possibile”; “La narrazione collettiva è una forte terapia della bellezza e della rigenerazione”.

Un filo che risale dal cuore alla bocca racconta cio’ che ti tocca” (risonanza poetica dalla prima edizione di “Storie che riconnettono”).


Dalla sperimentazione si e’ formato un gruppo di donne interessate a continuare a riconnettersi attraverso le storie. E’ emerso cosi’ la versione “Storie che riconnettono – cerchio di donne”. Finora, si sono svolte 2 edizioni, in cui abbiamo attraversato i passaggi femminili attraverso storie, immagini e movimento. La terza edizione è prevista per la primavera 2021.

Abbiamo sperimentato un tenero “Storie che riconnettono intergenerazionale” con dolcissime bambine e le loro mamme e zie.


Sono stata molto, molto felice di poter svolgere grazie ad Agnese Talegalli e la Coop Il Cerchio, il lab Storie che riconnettono pluriculturale,(al link potete trovare il nostro racconto di come è andata). Se lavorate in contesti multi-inter-trans-culturali, sono molto interessata a co-disegnare possibili progetti (come forse saprete, collaboro ormai da più di 5 anni con ANCI UMBRIA, come facilitatrice in progetti di inclusione con cittadine-i di Paesi Terzi. In questo momento, facilito con Mara Moriconi il lab sulla valorizzazione delle competenze attraverso un lab di storytelling).

In estate, Storie che riconnettono è diventato un corso di Arti Sociali inserito nel Summer Training organizzato da ImaginAction, insieme ai corsi tenuti da Uri Noy Meir e Angelo Miramonti. E’ stata un’esperienza arricchita dal feedback del mio mentore Hector Aristizabal.


Il 26 Settembre, ho potuto offrire Storie che riconnettono nel Playground per la comunità internazionale di praticanti di Teatro dell’Oppresso,ricevendo feedback e avendo la grande opportunità di sentirmi parte di una rete più grande. Grazie a Francesco Argenio Benaroio e tutta la comunità Playground per tenere questo spazio di sperimentazione e intervisione.


Probabilmente, ci sarà occasione per sperimentare un lab Storie che Riconnettono Adolescenti in collaborazione con delle scuole di secondo grado. Se siete insegnanti, dirigenti, educatrici/educatori e vi interessa, contattatemi via email.


Nel 2021 partirà Storie che riconnettono – Vedere con Occhi Nuovi, laboratorio che si propone come spazio per ascoltarsi, condividere e vedere le sfide del nostro tempo, attraverso immagini, felt sense, movimento e suoni.

Un ringraziamento speciale alla mia famiglia ImaginAction e a Uri Noy Meir per il supporto e l’ispirazione.


Vi saluto con uno stralcio da “Guizzino”:

“Andiamo a nuotare nel sole e a vedere il mondo,” disse felice. “Non si può,” risposero i pesciolini, “i grandi tonni ci mangerebbero”. “Ma non si può vivere così nella paura,” disse Guizzino “bisogna pur inventare qualcosa”  – Leo Lionni

 inventiamo, immaginiamo qualcosa insieme, per poter nuotare nel sole e Vedere il Mondo nella sua più alta potenzialità…


Ilaria
— Ilaria Olimpico Social Arts, Facilitation, imaginaction.orgthealbero.wordpress.com

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