Ferite di donne, Medicine di donne

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Ferite di donne Medicine di donne, Ilaria Olimpico

Laboratorio di Teatro

Ferite di donne Medicine di donne
e’ un laboratorio creativo
rivolto alle donne,
condotto da Ilaria Olimpico,
facilitatrice di Teatro Sociale.
 
Il laboratorio si propone come spazio-tempo fuori dall’ordinario
per ritrovarSI, ritrovare la relazione con le altre e con l’ambiente,
attraverso l’arte vista come strumento di conoscenza,
presa di consapevolezza e trasformazione
personale e sociale.
 
Il tema del laboratorio riguarda le “ferite” delle donne,
viste come momenti di passaggio, “fessure” da dove puo’ passare la luce, 
opportunita’ per trovare delle “medicine”, viste come risorse interiori
e consapevolezza che porta all’empowerment.


Un laboratorio per ritrovarci tra donne, per riscoprire il nostro potenziale creativo ed espressivo che genera e rigenera, per condividere le ferite e le medicine.

Insieme pratichiamo il Teatro danza, per esprimerci con il corpo ritrovato, nello spazio liberato, tra le altre in armonia,

il Teatro dell’Oppresso, per prendere consapevolezza e per trasformare la realtà, personale e sociale,

la Narrazione partecipata, per tessere insieme una storia collettiva, in una pratica di ascolto attivo, condivisione e orizzontalità,

lo Storytelling, per ritornare bambine, ascoltando storie contenenti luoghi e personaggi archetipici.

Sperimentiamo l’integrazione di diversi linguaggi, usando il corpo, la poesia, l’immagine, il suono, la manualita’, la voce, la danza e la parola.

Riflessioni

” … facilitare un laboratorio per sole donne e’ un’esperienza intensa, profonda, emozionante… sempre.

Ci sediamo in cerchio, mettiamo al centro la nostra presenza in maniera simbolica con un nostro oggetto personale e gia’ qualcosa di stra-ordinario accade.
Camminiamo nello spazio, prendiamo consapevolezza del respiro, ci guardiamo, ci conosciamo in un codice “socialmente non atteso”, ci riappropriamo dei nostri corpi cosi’ come sono, li onoriamo, ci lasciamo scivolare via le sagome pubblicitarie che ci ritroviamo appiccicate addosso, ci ri-connettiamo.
Giochiamo, ridiamo. Ci emozioniamo, forse piangiamo.

Ci concediamo di conoscere la nostra vera voce, il “muscolo dell’anima”.
Entriamo in relazione con le altre mettendoci “nelle loro statue”, nelle posture che hanno creato con i loro corpi.

Danziamo e scriviamo poesie lasciandoci ispirare dalle danze delle altre.
Ascoltiamo e raccontiamo storie insieme, ci re-inventiamo e partoriamo mille e un mondo possibile.

Ripercorriamo la nostra storia di essere donne, tra posture rigide, movimenti sinuosi, tappe difficili e gesti simbolici. Condividiamo tutto e non dobbiamo spiegare niente.

I laboratori con le donne risentono della conoscenza di tante donne… in questo momento sento di ringraziare: Anita Mosca (drammaturga e attrice), Carol Mendelsohn e Zwaantje de Vries (Centro artistico Roy Hart), Nube Sandoval (teatro Cenit), Silvana Rigobon (medicine movement e cerchi sul ciclo mestruale), Alessia Cartoni (facilitatrice di Theatre of Witness, Teatro dell’Oppresso ed arti partecipative in comunità), Marcia Plevin (danza movimento terapia).”

Ilaria Olimpico

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