In nome della Madre, In the name of the Mother

In nome della Madre e’ stato un viaggio creativo, una ricerca estetica e un’installazione interattiva.

Quando abbiamo iniziato, queste erano le nostre premesse e le nostre intenzioni:

In nome della Madre perché vogliamo risanare il legame con la Madre Terra, vogliamo partorire nuovi mondi possibili, vogliamo essere guidati dai principi materni della cura e del dono.

Vogliamo raccontare questa esperienza attraverso immagini, voci e scene.

Grazie a tutte le persone e ai gruppi che hanno sostenuto questo progetto con l’Economia del Dono.

ALBUM

In the name of the Mother was a creative voyage, an aesthetic exploration, an interactive installation.

When we started, these were our intentions and premises:

In the name of the Mother because: We want to heal the connection to Mother Earth, We want to give birth to new possible worlds, We want to be lead by the maternal principles of caring and sharing.

We want to share our experience through some images, scenes and voices.

Thanks to all persons and groups that supports this project through the Gift Economy.

https://youtu.be/aIgRG9npNlo

https://www.youtube.com/watch?v=2EvHBvF6eEU

https://www.youtube.com/watch?v=3A6EuZZ6JOU

https://www.youtube.com/watch?v=6-KrnzXb4pM

Crediamo nel Teatro e nell’Arte come strumenti di trasformazione personale e sociale e crediamo nella valenza del teatro come rituale di “guarigione”, per questo abbiamo voluto offrire il medium artistico per risanare il legame con la Madre Terra (Ilaria Olimpico, TheAlbero)

TheAlbero e’ stato in viaggio per tutta l’estate 2015 in Italia e in Europa, incontrando persone e comunita’, per raccogliere immagini, suoni, poesie e voci che portassero un messaggio “in nome della Madre Terra”.

I laboratori sono stati svolti credendo nell’Economia del Dono. Non ci sono state quote fisse ma la fiducia che le persone coinvolte onorassero il lavoro svolto, in liberta’ e con responsabilita’.

Condividiamo la gratitudine per tutte le persone meravigliose che abbiamo incontrato e con le quali abbiamo co-creato durante il nostro viaggio, per tutte le persone che hanno sostenuto tramite l’economia del dono il progetto “In nome della Madre” e quindi tutto il nostro progetto piu’ ampio “TheAlbero” (Ilaria Olimpico e Uri Noy Meir, TheAlbero)

I laboratori teatrali hanno integrato diversi linguaggi (si e’ esperito il passaggio dal linguaggio corporeo alla poesia e viceversa, dall’immagine al suono/movimento, dall’immagine al racconto orale) e diverse metodologie (Teatro dell’Oppresso, Narrazione Partecipata, Social Presencing Theatre, Estetica Matriarcale).

Durante i laboratori teatrali e le interviste abbiamo potuto guardare le ferite inferte alla Terra e abbiamo potuto cercare insieme le “medicine”. (Uri Noy Meir, TheAlbero)

In particolare, alcuni laboratori rivolti solo a donne, hanno indagato la correlazione tra oppressione sui corpi femminili e oppressione su Madre Terra.

I laboratori con le donne sono stati molto intensi, talvolta dolorosi, perche’, come ha detto una partecipante, “abbiamo sentito nel nostro utero la ferita della Terra”, o come ha detto qualcun’altra “abbiamo sentito nel corpo quello che non avremmo capito con il cervello, quanto e’ profonda la connessione tra ferita alla terra e ferita nel corpo femminile (Ilaria Olimpico, The Albero)

Tappe del viaggio In nome della Madre

  • Napoli, grazie alla solidarieta’ delle donne del gruppo TDO Napoli e Dintorni
  • Poggio Catino, grazie all’ospitalita’ del Podere dell’Autosufficienza
  • Montefiore dell’Aso (AP), grazie alla solidarieta’ di Aradia Aps e l’ospitalita’ di Angeli di Montefiore/Yogaitalia
  • Berlino
  • Candeggio (PG), Comunita’ Che Passo
  • Bucarest
  • Assisi
  • Malerargues, Francia, Centro Artistico Internazionale Roy Hart
  • Mas Franch, Spagna, Comunita’ di Mas Franch
  • Monzuno, Comunita’ L’Alluce Verde, Theatre for Transition Learning Village
  • Lucca, Festival MITOS
  • Roma

 INSTALLAZIONE

Dal 25 ottobre all’8 novembre, la Casa Internazionale delle Donne ha ospitato l’installazione In nome della Madre*. L’installazione e’ stata un’esperienza sinestetica e interattiva che iniziava con la Gratitudine, passava per il Dolore della Ferita, attraversava la Trasformazione per poter Guardare con occhi nuovi e Andare Avanti.

Alla fine dell’esperienza dell’installazione, abbiamo chiesto alle visitatrici e ai visitatori di scrivere un sogno, un’emozione, un impegno, una riflessione. Questo e’ quello che abbiamo raccolto:

Pace con me stessa e con gli altri.

Da madre terra a figli di una sola madre.

Continuare a credere che another world is possible e lavorare con coerenza.

Dare corpo al sogno della poesia.

Desidero sempre di piu’ una migliore energia con la natura.

Sogno i bambini che possano continuare a guardare le stelle liberi di respirare aria pulita e nutrirsi di natura.

Respirare. Consapevolmente.

Connessioni, cooperazione, condivisione.

Vorrei aver partecipato al laboratorio nel cortile con il palazzo bianco intorno… tutto molto emozionante, grazie.

L’emozione di un viaggio lungo tutte le vite… il sogno di tutte le vite che diventano una.

La natura ci ha dato tutto, adesso e’ il nostro momento per dare tutto a lei.

Un impegno… maggiore rispetto per le esigenze della natura.

Un sogno… costruirmi un’abitazione in un parco.

Un’emozione… una dolce musica che accompagna il mio sogno.

Il mio sogno e’ che tutti noi si completino con l’amore di qualsiasi genere e razza.

La natura ci rende liberi, ci fa ritrovare il vero senso della vita, riappropriandoci delle nostre sensazioni arcaiche, istintive, liberandoci da dogmi, preconcetti, maschere, solo ritornando al suo contatto, ritroveremo autenticita’ e liberta’.

Sento un profondo grazie… per tutte le volte che non sono riuscita a vedere oltre e a far fluire tutte le belle sensazioni che ho racchiuso dentro. Non vergognarsi piu’, abbracciare, legarsi, far uscire tutte le lacrime e donarle alla terra arida per farla fiorire. Un bagno d’erba, cadere e rotolarsi, scrutare oltre, viaggiare.

Cambia todo cambia… y ase’ como todo cambia que yo cambie no es estrano… (M. S.) Questo percorso mi risuona e mi ha fatto venire in mente questa canzone… semplice, intensa e magica come tutto cio’ che e’ realmente bello. Il mio sogno e’ ritrovare l’autenticita’ e soprattutto un tempo piu’ naturale, che qui ci schiaccia un po’.

Vorrei che guerra smetta e che ci sia la pace.

Sogniamo e realizziamo i nostri sogni.

It’s matriarchal cultures turn again.

Sostenere in ogni caso, in ogni luogo, la vita.

La percezione vera degli elementi. Voglia di ricongiungimento.

Rispetto (sogno) Gratitudine (emozione) vita serena (impegno)

Il cammino da proseguire, con le mani insieme, toccandole stringendole, bevendo lacrime a gocce, disegnando sorrisi.

In nome della Madre: raccolta, protagonista incontrastata, involontaria centrale e occulta, sensitiva e incontestata.

L’intenzione di aver fatto questa installazione e’ buona. L’emozione in certi momenti e’ stata di ansia e turbamento.

Difficile trovare il contatto con Madre Terra se ognuno pensa al suo benessere personale… se riuscissimo a capire che la nostra esistenza dipende da lei… Inquiniamo meno!

… lasciare il mondo un po’ migliore di come l’ho trovato…

E’ la seconda volta che vedo questa installazione ed e’ bellissimo… grazie!

Il piacere di essere con la natura…

Ho provato… un’intenzione enorme di riavvicinamento alla natura… in fondo e’ cio’ che sento dentro ogni giorno e che posso esprimere …

Altre presenze

Per ricordarsi… prima e’ essere poi la materia. La vita di ogni cosa esistente.

Liberta’ condivisione passione.

Oltre un cancello un giardino… alberi in autunno… foglie verdi, foglie gialle, foglie cadute che sono un tappeto che coprono terra bagnata, fango, su cui saltare gioiosi come bimbi… questo e’ il mio sogno.

Respiro, energia, flusso, connessione, umanita’, relazioni, rispetto. Riconnetterci con la madre terra. Tornare alla naturalezza del nostro essere, alla pancia. Abbandonare le sovrastrutture.

Emozione… un’emozione sarebbe troppo poco o forse la vita passata fino ad adesso non mi fa assaporare un’emozioneunica cosi’ profonda, cosi’ le dovrei elencare ma in realta’ non saprei nemmeno fare questo e allora, allora cio; che posso dire e’ una sensazione unica, la sensazione della terra, di una connessione che sta scomparendo ma che riesco a rivivere solo all’interno di un bosco. Il bosco e’ vita, e’ emozione, e’ calore, e’ buio, silenzio, rumore, violenza e Pace. Si’ pace, pace e’ quello che mi trasmette la madre terra.

Grazie alla Casa Internazionale delle Donne e al Centro Studi Femminista sull’Economia del Dono

*L’installazione e’ una co-creazione di Alessia Cristofanilli, Fernanda Dimastropaolo, Pietro Giuliati, Francesco Martino, Ilaria Olimpico, Cristiano Pinto, Uri Noy Meir e di tutte le persone che hanno partecipato ai laboratori e alle interviste del progetto In nome della Madre** a cura di TheAlbero, concedendo il permesso di condividere le loro immagini, le loro poesie e le loro voci.

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