La Tellus dal Quarto tempo

Ero una viaggiatrice. Venivo da lontano. Da molto lontano. Da cosi’ lontano che non venivo solo da un altro spazio, ma da un altro tempo. Forse da un quarto tempo, un tempo del sogno, quando passato e futuro convivono e si mescolano, quando gli antenati e le antenate fanno visita, quando il presente non corre ma sta.

Arrivai nella citta’ di Roma, deserta, abbandonata, dove alcune testarde e improvvisate guide turistiche continuavano a chiamarla “citta’ eterna” e confondevano mausolei e centri commerciali, accomunati dal disuso, dal loro essere diventati antiquati e inutili, ma gli uni di una certa belta’, gli altri di una violenza estetica insopportabile.

Arrivai alla cosiddetta Ara Pacis e mi persi nel pannello che ritrae una bella Signora con due bambini, a me piace pensare un maschio e una femmina, perche’ dal tempo-spazio dove vengo il femminile e il maschile stanno ritrovando il loro equilibrio, e da un lato una giovane che cavalca un drago e usa la sua tunica come una vela al vento e dall’altro lato, una signora in groppa a un bel cigno, anche lei con la tunica a mo’ di vela, o forse di tenda per ripararsi dal sole.

Quando le sedicenti guide turistiche dissero al gruppo di sprovveduti turisti che la Signora imponente e sicura di se’ poteva simboleggiare l’Italia o la Pax Romana rimasi molto male. Mi chiusero l’immaginazione. Velarono di un passato bellicoso la mia bella Signora che possiede il tempo, genera i frutti e allatta il mondo. Per me questa Signora possiede il tempo perche’ e’ placidamente seduta, non ha fretta, non deve andare a lavoro, non deve cucinare e non deve pulire casa. Sta. Per me questa Signora genera i frutti cosi’ come dispensa latte, cosi’ come esiste l’ossitocina nelle donne in questa Signora esiste una sorta di fruttosicina e verdurosicina.

Per me questa Signora allatta il mondo perche’ il bambino e la bambina che tiene tra le braccia ben aperte, morbide, carnose, accoglienti, sono le generazioni che risaneranno il mondo ferito.

Passai oltre l’Ara Pacis, oltre le guide turistiche beffarde e opportuniste, passai oltre la Pax Romana, ma portai nella mia memoria l’immagine di questa Signora, perche’ volevo a tutti i costi riappropriarmene, farla mia, rivestirla di significati e simboli che appartenevano a me e al mio nuovo tempo. Quando passai di nuovo vicino ai mausolei e ai centri commerciali, mi sforzai di vedere in una nuova luce anche questi ultimi. Non ci riusci’. Era troppo presto. Forse troppo tardi. Avevo bisogno di un’altra visita delle antenate, di un altro tempo di sogno, di un altro viaggio.

Ilaria Olimpico

La storia e’ ispirata dalla Tellus, Ara Pacis

 

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