Communitas

Communitas è il termine latino per indicare l’ideale della comunità, fa riferimento allo spirito dello stare insieme in maniera solidale. Communitas è oggi anche il nome di un’esperienza-ricerca del collettivo artistico TheAlbero, un luogo che riunisce le persone che vogliono recuperare la relazione perduta con la natura, in cui sperimentare concretamente la riscoperta dell’essere comunità attraverso il teatro, i rituali e la narrazione.

Communitas diventa così un cerchio pulsante che si apre e si chiude a seconda delle persone che arrivano e vanno, un tempo fuori dall’ordinario in cui ri-pensare se stesse/i nella relazione con gli altri e con la natura. Ma Communitas è anche la possibilità di vivere non con un’economica del debito, ma con un’economia del dono, un invito a fare rete per sognare insieme e sperimentare qui e ora un progetto che cambia la relazione tra umanità e natura, tra comunità e ambiente.

Communitas si svolgerà in due periodi (14-22 giugno e 5-13 luglio) a Casalbordino, in provincia di Chieti.

L’idea è nata dall’esigenza personale di cercare nuove modalità di relazioni tra umani e tra umani e natura. Questa esigenza ha portato TheAlbero a sognare di lasciare la megalopoli romana per trasferirsi in un paesino abruzzese e svolgere i laboratori in un terreno dove sperimentare la permacultura e l’ecobuilding, il teatro e la comunità. L’esigenza personale riecheggia nelle questioni collettive poste dai movimenti delle transition town, degli orti urbani e degli ecovillaggi.

Secondo la metodologia del Dragon Dreaming per realizzare i propri sogni personali si deve creare un dream team (un gruppo del sogno) che decide di realizzare al 100 per cento i sogni del gruppo, sapendo che i sogni personali devono morire per rinascere come sogno collettivo. Per questo TheAlbero invita a far parte di Communitas come un sogno-progetto collettivo. Una communitas si riappropria dell’arte come una fonte di trasformazione, liberazione ed espressione. L’arte nella communitas è celebrazione creativa delle stagioni della vita, rito per la rigenerazione personale e collettiva nella quale tutte e tutti possono partecipare, luogo di conoscenza attraverso il corpo, i sensi e la bellezza. Per questo, il 21 giugno in occasione del solstizio e il 12 luglio in occasione della luna piena si svolgerà un rituale performativo nella Communitas.

Durante il seminario, attraverso il teatro immagine – teatro dell’oppresso – si rendono visibili le rappresentazioni della comunità e della società, si conosce attraverso il corpo ciò che si dà per scontato e ciò che si vuole trasformare, ciò che ci opprime, ciò che desideriamo e i passaggi per superare le oppressioni e raggiungere il desiderato. Il teatro fisico permette di entrare con il corpo nell’esperienza della comunità come “antistruttura” (la comunità, secondo Turner, si presenta come la parte non strutturata dei legami sociali, fa riferimento alla solidarietà, alla semplicità e alla spontaneità, contrapponendosi alla parte strutturata, che fa riferimento alle istituzioni, alle gerarchie e all’organizzazione della società). Il teatro forum (teatro dell’oppresso) inscena i conflitti presenti nelle società e nelle comunità offrendo l’opportunità di provare i cambiamenti possibili. L’esperienza laboratoriale sulle metodologie volte al consenso propone strumenti per gestire i conflitti e prendere decisioni in comune. Attraverso il teatro-giornale si prendono in considerazione testi non drammatici che pongono questioni sulle relazioni sociali e sulla relazione tra ambiente antropico e natura. Il teatro permette di intrecciare la storia dei movimenti sociali nel Mediterraneo degli ultimi anni e le storie personali delle ricerche di cambiamenti sociali, chiedendosi verso quali relazioni a livello macroscopico aspiriamo e con quali mezzi e modi vogliamo raggiungerle. La danza, il teatro, l’arte marziale, la comunicazione delle emozioni sono esperienze che ri-cercano l’armonia tra il corpo, la mente e lo spirito; in una communitas l’armonia tra i membri dipende dall’armonia con se stessi/e e con ciò che ci circonda. La permacultura insegna una nuova relazione con la natura, in cui si impara dagli ecosistemi naturali la conservazione dell’energia, della biodiversità e della sostenibilità.

Communitas ha l’ambizione di mettere insieme tutto questo perché crede che per avvicinarsi alla communitas ci sia bisogno di un cambiamento paradigmatico. Non si tratta solo di rivedere le leggi che regolano i rapporti tra persone, ma le pratiche e le visioni che regolano il rapporto tra i generi, tra il corpo, la mente e lo spirito, tra l’umanità e la natura, tra i gruppi.

L’arte può promuovere l’immaginazione e l’immaginazione è il presupposto imprescindibile per essere capaci di pensare cambiamenti paradigmatici e aprire le porte ad altri mondi possibili. Non è un caso che la natura e il corpo siano simbolicamente affini e siano entrambi oppressi dalle società che hanno perso gli elementi della communitas. Il corpo è considerato gerarchicamente inferiore alla mente e ridotto a mero oggetto vuoto. La natura è considerata inerte e ridotta a insieme di metalli, terra e acqua da sfruttare. La riappropriazione della natura e del corpo come forme vive e senzienti fa parte del processo di ri-creazione e ri-generazione della communitas.

Partendo da queste premesse, restano tante domande da cercare ed esplorare attraverso la pratica, il corpo, il lavoro della terra e lo stare insieme in cerchio…

Ilaria Olimpico e Uri Noy Meir


pubblicato su http://comune-info.net/2014/06/communitas-il-cambiamento-e-comunitario/

 

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