Cosa e’ successo al Festival “Teatro in Comune”?

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Dal 13 al 17 Novembre 2013 si e’ svolto il Festival “Teatro in Comune” a Casalbordino (CH).

Il Festival e’ stato organizzato da TheAlbero in collaborazione con ImaginAction, Aradia e Nuova Arcadia.

Il Comune di Casalbordino ha dato in concessione il Centro Giovani, un ex mercato coperto trasformato in uno spazio colorato per attivita’ giovanili, ma non ancora in funzione. Il Festival e’ stata un’occasione per aprire lo spazio e dare ai ragazzi e alle ragazze di Casalbordino un assaggio delle potenzialita’ del centro e dell’arte come strumento di trasformazione perrsonale e sociale.

Il Festival ha colto di sorpresa circa duecento bambini e bambine in grembiulino che hanno visto arrivare artisti e artiste in maschere e trampoli la mattina del 13 novembre nella propria scuola! Gran parte di questi/e bambini/e e’ tornato al Centro Giovani per incontrare i “personaggi strani che parlavano lingue diverse” e ha poi partecipato alle attivita’.

La cerimonia di apertura si e’ svolta la sera del 13 novembre con una vivace Carnival Parade per le strade del centro storico, partendo dal Centro Giovani, “attaccadno con la bellezza e la musica” passanti e commercianti, a cui venivano dedicate canzoni e balli.

Durante la serata, si e’ raccontata una storia in cerchio col tamburo e si sono fatti dei giochi per favorire lo scambio e la conoscenza tra locali e artiste/i internazionali.

Durante le mattinate (dal 14 al 17 novembre) si e’ svolto il laboratorio avanzato “Re-weaving the stories of the community”, con Alessia Cartoni e Hector Aristizabal, esplorando tecniche del metodo del Teatro dell’Oppresso, dello Storytelling e del Teatro di Testimonianza. Il laboratorio e la vita comunitaria nella “Villa del Festival” hanno reso possibile la tessitura di una comunita’ artistica pronta a condividere storie personali intense e profonde.

Durante i pomeriggi si sono svolti laboratori aperti alla comunita’ che hanno coinvolto circa cento persone.

Il centro e’ stato allegramente invaso soprattutto da bambini e bambine dai 6 ai 10 anni e ragazzi e ragazze adolescenti. Laboratori di maschere della Commedia dell’Arte, di pupazzi di carta, di vestiti con giornali, di burattini con materiale da riciclo, attivita’ di disegno, face painting e giochi in cerchio, sono stati momenti per risvegliare insieme il grande potere della creativita’ e la magia della trasformazione di materiali semplici in qualcosa di vivo.

Per i laboratori in programma e le attivita’ nate spontaneamente per iniziativa di artisti/e del Festival, per bambini/e e ragazzi/e, si ringraziano: Aradia (Laura e Diana Capriotti), Giulia Frova e Alessia Cartoni, Silvia Liberati, Hector Aristizabal, Julie Rose Stevenson, Tasso Barbasso (Marina Mansi e Stefano Seproni), Ilaria Olimpico e Uri Noy Meir.

Gli/le adolescenti hanno partecipato ai laboratori di teatro unendosi spesso agli/alle adulti/e in uno scambio intergenerazionale orizzontale in cui si sono confrontati/e con la tecnica del Teatro di Testimonianza, mettendo in scena storie personali; con il metodo del Teatro dell’Oppresso affrontando questioni relative alle identita’ di genere, all’aggressivita’, alla creativita’.

Facilitatori e facilitatrici con diversi stili e metodi si sono sperimentati nella conduzione di laboratori che mettevano insieme praticanti di Teatro dell’Oppresso, ragazzi/e che non avevano mai fatto teatro e adulti/e incuriositi/e.

Si sono susseguiti i laboratori:

– “Living with resilience” di Diol Mouhamadou dal Senegal, che ha parlato il linguaggio universale del movimento, del ritmo, del canto, portando in piazza il suo gruppo coinvolgendo cittadini e cittadine in giochi-esercizi teatrali del teatro forum africano;

– “Weaving a basket as metaphor of a community” di Francesco D’Ingiullo da Palmoli, laboratorio di cesteria che ha aperto la tessitura reale e metaforica della comunita’ del festival;

– “Al di la’ degli intellettualismi” di Luciano Marradi da Roma, sul ruolo del TdO nelle rivendicazioni sociali;

– “De-construct your look” del gruppo Curcuma (Inma Pascual Sanchez, Mariona Arner, Nando Carnero) dalla Spagna, che ha indagato, attraverso giochi-esercizi, la costruzione delle identita’ di genere, sfidando il senso comune e il dato per scontato;

– “Riscaldamento per Voce” di Caterina Palmucci da Sulmona, un cerchio rilassato e allo stesso tempo vibrante che ha riscaldato lo spazio con i respiri e le vocalizzazioni di tutta la comunita’;

– “Ouverture” di Philippe Tordeaux dall’Abruzzo, un laboratorio conclusivo che ha raccolto tutta l’energia accumulata durante il festival, in cui, negli esercizi di clownerie, partecipanti, adulti/e e bambini/e, artisti/e e non, hanno dato il meglio di se’!

Durante le serate, si sono condivisi spettacoli, work in progress e corti teatrali.

– Lo spettacolo della compagnia “Mure’ Teatro” ha regalato alla comunita’ un viaggio appassionato alla ricerca della citta’ futura, incontrando personaggi e persone reali della Pescara di ieri e oggi (Tento Tanto, storie di vita nella citta’).

– La compagnia “Tasso Barbasso” ha provocato la comunita’ con sei tableaux sulla violenza di genere, fisica, mediatica e psicologica (Con(m)passione); in conclusione dello spettacolo, in maniera non prevista, Ilaria e Uri di TheAlbero hanno coinvolto il pubblico, soprattutto bambini presenti allo spettacolo, a intervenire sulle immagini viste per vedere le trasformazioni possibili, utilizzando tecniche di teatro immagine.

– Hector Aristizabal ha condiviso la sua performance “Nightwind”, uno spettacolo sulla tortura raccontato dal torturato stesso, con delicatezza, forza, ironia e verita’; dopo, Hector ha coinvolto la comunita’ in una risposta in immagini corporee alla performance.

– Yke Van Dok ha mostrato il video “I’m here” sulla vita dei giovani rifugiati in Olanda, particolarita’ del video e’ l’apporccio partecipativo utilizzato nel montaggio: i rifugiati sono protagonisti e artefici del video, appropriandosi della loro storia e della narrazione della loro storia.

– Ilaria Olimpico ha presentato “Speriamo che sia ribelle”, una lettura drammatizzata di un testo originale basato sull’esperienza della gravidanza come status privilegiato per mettere a fuoco derive socio-culturali e sistemi ideologici rigidi e giudicanti.

– Uri Noy Meir ha condiviso il suo work in progress “Warrior of light”, un testo originale che ripercorre la sua esperienza di ex combattente israeliano.

– Giusi Ciccio’, in maniera ironica, ha mostrato i risvolti del precariato raccontando la sua storia esilarante in “Forse, forse, forse”, alle prese con un wc intasato senza possibilita’ economica di ripararlo.

– Antun Blazevic ha regalato alla Festa Castrum DiVino in centro storico, “Zingaro felice”, squarci di vita zingara, a tratti poetici e a tratti irriverenti, la sua voce roca e unica era interrotta da una bambina del pubblico che correggeva il suo italiano “balcanico” e dalle musiche allegre e accattivanti dei suoi musicisti.

Il Festival si e’ concluso con una Carnival Parade finale a cui si sono aggiunti/e bambini/e con le loro creazioni, ragazzi e ragazze che sono partiti/e dal Centro Giovani con ritmi ed energia.

Il Festival era auto-finanziato, e’ stato possibile solo grazie a tutte le eprsone che hanno creduto nella nostra folle idea:

Si ringrazia la municipalita’ di Casalbordino, in particolare l’Assessore alla Cultura e al Turismo, Vincenzo Cocchino, per la grande fiducia, l’aiuto logisitco e la generosa disponibilita’.

Si ringrazia tutta la comunita’ di Casalbordino per l’accoglienza calorosa.

Si ringraziano i/le partecipanti del Festival venuti/e da vicino e da lontano (Estonia, Marche, Abruzzo, Lazio, California, Spagna, Sardegna, Lombardia, Germania, Toscana, Russia, Campania, Olanda, Umbria, Emilia Romagna, Colombia, Senegal), per aver condiviso storie, intessuto reti, giocato, riso, ballato con noi!

Si ringrazia Giancarlo e Cantina Casalbordino per aver offerto del buonissismo vino locale durante le serate del festival!

Si ringraziano mamma e nonna “Aradia” per il cibo gustoso e fatto con amore!

 

Uri Noy Meir & Ilaria Olimpico

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