La gente di SonRiv

C’era una volta, in un tempo lontano, la gente di SonRiv che viveva in un posto meraviglioso chiamato EbenOr. I bambini e le bambine nascevano sotto gli alberi dalle chiome ampie e basse e dai rami robusti con i segni delle dita delle loro madri; i ragazzini e le ragazzine, al passaggio di IburBi, salivano sulla montagna e andavano a incontrare il seme di se stessi; e le donne e gli uomini mangiavano fiori bianchi e frutti succosi, creavano oggetti sacri e sempre di sera ballavano e inventavano nuove ninne nanne per i bambini e le bambine che ancora dormivano nelle pance delle loro mamme.

Ma un giorno tutto cambio’ e la gente di SonRiv di EbenOr si disperse. Nessuno si ricordo’ piu’ della storia e del passato, le tracce vennero cancellate e confuse e si inizio’ a raccontare una favola su un regno di giardini e un’eta’ dell’oro dando a intendere che in realta’ ne’ quel regno ne’ quel tempo erano mai esistiti davvero.

Pero’ un gruppo disperso della gente di SonRiv portava nel midollo la memoria di quello spazio e di quel tempo e non riusciva proprio ad adattarsi al mondo circostante.

Le persone “perbene” disprezzavano la gente dispersa di SonRiv e li chiamavano Srick, dicevano che avevano dei globuli rossi modificati, salterini, che li rendevano sempre inquieti e indignati.

E la gente dispersa di SonRiv poiche’ era dispersa si sentiva anche molto frustrata e sola.

Ma un giorno il vento da Nord Est arrivo’ piu’ forte che mai e prese dal sonno le persone disperse di SonRiv, il vento le riconobbe subito dai sogni ribelli che facevano e li porto’ in una radura…

Cosi’ al mattino si svegliarono nella stessa radura Din, Lak, Ir, Cisk, Gis e Dig. Erano al momento pochi, ma altri sarebbero arrivati con sogni simili e il vento delle opportunita’, che viene dal Nord dove tutto si decostruisce e dall’Est dove tutto nasce, li avrebbe portati da loro.

Cosi’ quando Din, Lak, Ir, Cisk, Gis e Dig si incontrarono, subito scoprirono una cosa nella radura…

Ilaria Olimpico

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