La casa dalla porta di legno blu

Se potessi tornare là, nella casa dalla porta di legno blu… se potessi almeno tornare a sbirciare là dentro…

Ti ricordi? ti ricordi quando non c’era il lucchetto chiuso e bastava dire una formula magica inventata per poter aprire la porta blu?

Io mi ricordo che appena entravo sentivo l’odore di gelsomino. Mi ricordo che c’erano gli uccellini che cinguettavano sugli alberi di limone e di arance e che le gabbie per uccellini, fatte di filo di ferro, erano sempre vuote e con la porticina aperta. Mi ricordo che la signora della casa ci raccontava le storie e che ci dava da bere il té speziato. Mi ricordo che giocavamo sui gradini rossicci con personaggi invisibili. Mi ricordo che correvamo nel cortile interno facendo cadere i vasi con le piccole felci dalle foglie verdi e lunghe. Mi ricordo che il tempo era sospeso e lo stupore era sempre rinnovato. Mi ricordo che disegnavamo sul tavolo rotondo in legno e pietra e ci sporcavamo le mani e i vestiti leggeri. Mi ricordo che era sempre primavera o estate e mai dietro quella porta blu trovavamo l’inverno. Mi ricordo che il pavimento era sempre pulito e ci rotolavamo sopra uno dietro l’altra e ridevamo forte. Ricordo le risate riecheggiare da una stanza all’altra. Ricordo le pareti gialle e blu. Ricordo gli archi per entrare e nessuna serratura. Ricordo che non avevo mai paura, mai fretta, mai ansia.

Ricordo questa casa dalla porta blu come se fosse esistita davvero in un tempo della mia infanzia, ma forse è esistita solo in uno spazio della mia anima, assetata di spazi colorati in un tempo sospeso.

E ora, ora più che mai, ora che le gabbie per uccellini e per uomini sono piene e con le porticine chiuse, ora che le pareti sono grigie di noia e bianche di sterilità, ora che i gradini sono neri e personaggi visibili e invisibili ci corrono dietro per spronarci a salire o ci saltano addosso per impedirci di salire, ora che il lucchetto chiude la porta, ora più che mai, custodisco, come in un tenero abbraccio, lo scorcio che vedo dalla porta di legno blu…

Ilaria Olimpico

Foto: Uri Noy Meir

 

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